O uomo che io me so’ pure sposata mannaggiammè, ma perché se la creatura che abbiamo concepito assieme dice una sera a settimana, to’, diciamo che la frequenza sia pure due sere su sette, “no, io la pasta non la vojo”, perché devi prenderti la testa tra le mani e con voce drammatica levare alti lai che “Ecco, è SEMPRE così, non mangia MAI! ABBIAMO SBAGLIATO TUTTO!”, mentre io ti guardo perplessa e mi chiedo madoveçazzoeri ieri e l’altroieri, per esempio, che s’è spazzolata tutta la minestra e pure la frutta?? Era il tuo avatar quello seduto a tavola con noi? E poi parla per te, ciccio, perché IO non ho sbagliato proprio nulla.

Perché, o uomo che me so’ pure sposata, per te esistono solo il MAI ed il SEMPRE, e possibilmente usati a çazzo per rovinarmi l’umore?? Perché non comprendi il fascino discreto e rasserenante del QUALCHE VOLTA?

Perché non ti rendi conto che c’hai una bambina, una piccola umana, e non un cadetto dell’accademia di West Point, di quelli che gli dai un ordine e lui esegue sempre senza fare pe’ e magari pure prima che tu abbia finito di parlare??? E che ci sarebbe da preoccuparsi se lo fosse, semmai, ma così è una normalissima bambina, ma fatti una chiacchierata con qualche altro genitore, e scoprirai che non t’è toccata un’aliena, anzi forse te n’è toccata una pure piuttosto calmina…

E soprattutto, o uomo che me so’ pure sposata, tu che ti pigli la testa tra le mani con fare drammatico e levi alti lai perché tua figlia una sera non mangia la pasta in bianco (e lo dici tu che non la mangia, dammi cinque minuti che me la lavoro io ammodino e vedrai che la mangia, e tu dirai “eh avevi ragione tu”, ma poi te lo scorderai la prossima volta che succederà) ma il giorno che avrai un problema VERO, ecco, quel giorno, CHE FARAI???

Fine dello sfogo. Buon fine settimana. Dlìn Dlòn.

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Just an ordinary day…

settembre 5, 2008

9:00 Piccola Winx: “Mammaaaaaa mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma …”

13:00 “Mammaaaaaa mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma …”

16:00 “Mammaaaaaa mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma …”

19:00 “mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mammaaaaaa…”

22:00 Piccola Winx: “zzzzzzzzzzzz ronf ronf…”

Mammina: “groan…. stonf! zzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzz”

Padre della creatura: “…sigh..”

Il mio nome è legione

agosto 13, 2008

A mia figlia, come a tutti i bambini, son stati via via appioppati vari nomignoli (ed alcuni non ve li rivelerò manco se mi pagate, ci tengo alla mia immagine di Borg)

Siamo partiti con un banale “Fagiolino”, quando era ancora agli inizi della sua vita intrauterina. Scarsa fantasia, lo so, ma eravamo proprio alle prime armi come genitori.

Il Fagiolino è diventato dopo la prima ecografia una “Tartarughina”, per via di una vaga somiglianza ecografica, e tale è rimasta fino in prossimità del parto, anche se ormai somigliava più ad un alien che si agitava nella mia pancia.

Poi la piccoletta è nata, ed è stata subito Sara, o anche con smagato stupore “la creatura”.

Successivamente, i nomignoli sono stati accantonati per un po’, fin quando Sara non ha iniziato a gattonare… e lì è stata subito battezzata Velociraptorina. La piccola ma temibile predatrice ha tenuto fede al suo soprannome per un bel po’, poi è stata la volta di un meno elegante Cicciapolpetta, presto convertito in un CicciapoRpetta di livornese sonorità, e poi per brevità Cicciaporp e poi solamente l’orrido Porp, anzi Hey Porp! ma questa è farina del sacco di suo padre, non mia. Ci tengo a sottolineare che per l’abolizione del Porp ho anche fatto una raccolta firme, io.

Inesorabile con l’asilo è arrivata quindi la fase Winx, e quindi ci siamo arresi a piccola Winx.

Ma la fase Winx è durata poco: ultimamente con l’avanzare del terrible four il più frequente modo di chiamare la creatura è diventato “SARAAAACONTOFINOATREEEEE!”

Try a little tenderness

agosto 4, 2008

Son giorni strani, di caldo, fretta e stanchezza. Di lotte per riuscire a dirsi le cose al di sopra del vociare geloso della quattrenne. Di doppi turni maritali perché tutta ‘sta gente che va in vacanza qualcuno ce la dovrà pur portare, in vacanza appunto. Di ricerca dell’ennesimo stratagemma per gestire una piccola Winx che soffre il caldo e la stanchezza pure più di te, ma non lo vuole ammettere quindi niente riposino e boia chi molla. Che vuoi solo arrivare a sera quando finalmente il vociare tacerà e potrai scambiare due parole due in santa pace, ma tanto lo sai che sarete così stanchi che vorrete solo dormire.

Ma ogni tanto du’ pori genitori hanno anche bisogno di un po’ di tenerezza. Mica ho detto sesso eh, ho proprio detto tenerezza, questa grande misconosciuta nel lessico amoroso odierno. Sì, ne hanno bisogno anche i Borg.

Quindi Sara, tesoro mio, piccola Winx del mio cuore, cosa ne dici di andartene a dormire dai tuoi nonni un paio di giorni, mentre tuo padre ed io tentiamo di ricordarci come facevamo prima che arrivassi tu?

Please…

Non ho mai ritenuto degne di chissà quale menzione azioni quali lo stirare i panni, il lavare i pavimenti, il riordinare per l’ennesima volta la casa con tutto il ciarpame che contiene (magari al ciarpame un giorno dedicherò un post, ma all’aspetto esistenziale, non certo a quello logistico-materiale). Son cose che si fanno, fanno parte della quotidianità e ci son cose decisamente più interessanti di cui parlare, quando la creatura ti permette di scambiare due parole in santa pace (non avviene spesso, credetemi, meglio non sprecar tempo con la lista della spesa).

Invece mi rendo conto che il padre della quattrenne, che mi telefona apposta per informarmi di tutta la lista di commissioni e faccende domestiche che ha sbrigato, che mi accoglie quando rientro con un giro panoramico dei pavimenti lustri e dei cessi rilucenti, ecco lui ha capito come funziona il mondo.

E’ un po’ come per quelle guerre dimenticate dal giornalismo, che è come se non esistessero. Quando si arriva al momento della discussione casalinga pare che io, che con femminile pragmaticità faccio quel che c’è da fare senza tanti proclami, non abbia fatto nulla in confronto al martire dell’economia domestica (nonché gran seminatore di mutande e calzini al giro) che ho sposato.

E quindi preparatevi, ho deciso che assumo un addetto stampa, apro un blog solo sulle pulizie di casa e dintorni, e d’ora in poi anche se lucido un rubinetto voglio che lo sappiano urbi et orbe, scanso equivoci.

Impromptu

luglio 13, 2008

Quattrenne e babbo sul divano, lui con un occhio al Golden Gala in tv, è l’ora della fiaba della buonanotte.

“E allora la matrigna cattiva si arrabbia, ma il principe tira fuori la spada e sì SI’ SIIIIIIIIIIII RECORD DEL MONDOOOOO GRANDE ISINBAYEVA GRANDEEE GRA…”

“Babboooo… MA ALLORA?”

“Eh? Ah sì scusa (ricomponendosi)… dicevo, il principe…”

😀