O uomo che io me so’ pure sposata mannaggiammè, ma perché se la creatura che abbiamo concepito assieme dice una sera a settimana, to’, diciamo che la frequenza sia pure due sere su sette, “no, io la pasta non la vojo”, perché devi prenderti la testa tra le mani e con voce drammatica levare alti lai che “Ecco, è SEMPRE così, non mangia MAI! ABBIAMO SBAGLIATO TUTTO!”, mentre io ti guardo perplessa e mi chiedo madoveçazzoeri ieri e l’altroieri, per esempio, che s’è spazzolata tutta la minestra e pure la frutta?? Era il tuo avatar quello seduto a tavola con noi? E poi parla per te, ciccio, perché IO non ho sbagliato proprio nulla.

Perché, o uomo che me so’ pure sposata, per te esistono solo il MAI ed il SEMPRE, e possibilmente usati a çazzo per rovinarmi l’umore?? Perché non comprendi il fascino discreto e rasserenante del QUALCHE VOLTA?

Perché non ti rendi conto che c’hai una bambina, una piccola umana, e non un cadetto dell’accademia di West Point, di quelli che gli dai un ordine e lui esegue sempre senza fare pe’ e magari pure prima che tu abbia finito di parlare??? E che ci sarebbe da preoccuparsi se lo fosse, semmai, ma così è una normalissima bambina, ma fatti una chiacchierata con qualche altro genitore, e scoprirai che non t’è toccata un’aliena, anzi forse te n’è toccata una pure piuttosto calmina…

E soprattutto, o uomo che me so’ pure sposata, tu che ti pigli la testa tra le mani con fare drammatico e levi alti lai perché tua figlia una sera non mangia la pasta in bianco (e lo dici tu che non la mangia, dammi cinque minuti che me la lavoro io ammodino e vedrai che la mangia, e tu dirai “eh avevi ragione tu”, ma poi te lo scorderai la prossima volta che succederà) ma il giorno che avrai un problema VERO, ecco, quel giorno, CHE FARAI???

Fine dello sfogo. Buon fine settimana. Dlìn Dlòn.

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Il contraccolpo del cambio asilo sta arrivando, direi.

Stamattina Sara non è andata all’asilo, aveva effettivamente un po’ di tosse, niente di preoccupante ma ha detto “sono malata” e quindi senza nemmeno bisogno di guardarci per mettersi d’accordo l’abbiamo tenuta a casa.

Pero’ era “strana”, e vabbe’ che potrebbe covare qualcosa, ma insomma era come se cercasse il motivo per scontrarsi con me e Simone…

La mattinata è andata avanti tra tentativi di gestione, di buttarla un po’ sul ridere, e qualche scozzo.

Sono giorni che al mimino accenno che mammina potrebbe avere da fare in futuro e magari assentarsi un paio di giorni sono urli e rifiuto, mammina deve stare con lei. Preoccupante, perché effettivamente io dovro’ assentarmi per tre giorni a breve, cosa che finora è sempre andata liscia, ma così mi dava un po’ pensiero..

Alla fine, all’ora di pranzo complice la stanchezza e la fame scoppia una mezza tragedia di cui non si capisce il motivo. Ed io mi dico ok, ne hai il diritto, ti abbiamo preso dal tuo ambiente e spostato ad un altro da un giorno all’altro, vorrei vede’ che non ne risentissi nemmeno un po’…
Io lo so che mia figlia è una personcina di affetti tenaci, al di là della socievolezza poi in realtà non si affeziona facilmente, ma quando succede sono affetti che durano nel tempo e richiedono costanza anche dall’altra parte…

Così mi metto seduta per terra vicino alla mia cucciola che un po’ frigna un po’ ringhia e non sa bene con chi prendersela, la convinco a venirmi in braccio ed a bere qualche sorso di acqua e fiori di Bach. E parliamo.

Tra di noi funziona così: lei parla poco, a smozzichi, a ringhiate appunto, io allora provo a dar forma ai suoi pensieri e se lei li riconosce mi dice sì… Così inizio: tesoro sei arrabbiata? con mamma? Sei arrabbiata con mamma perché ti ha portato in un altro asilo? E poi si arriva allo scoglio: perché vorresti stare con i tuoi amici dell’altro asilo?
E lei mi dice di sì, e si mette a piangere tra le mie braccia, ed io penso che in fondo non è giusto chiederle di non piangere, di essere coraggiosa, di fare la bimba grande, di non mostrare dolore e dispiacere per questo grande cambiamento nella sua vita. E così me la tengo lì, stretta, come quando era più piccola e ci stava tutta sulla mia pancia, e la lascio sfogare senza dire niente.
Dura poco, in fondo, pochissimo. Poi si alza, prende il bicchiere e finisce di bere l’acqua e va di là da suo padre a mangiare. Leggera, sorridente, così diversa da un attimo prima.
E mentre mangia pane e olio nuovo mi dice mamma, allora se devi andare in quel posto dove i bimbi non possono venire va bene, io sto qui con babbo.

Ieri è arrivato, inaspettato ed insperato, il trasferimento in un nuovo asilo per la Piccola Winx. Quel trasferimento chiesto a maggio, affrontando discussioni ferocissime in casa e l’incomprensione fuori casa di chi per lunga tradizione locale “sta coi frati e zappa l’orto” e si prende quel che uno stitico convento passa. Perché qui l’uso è quello, e nessuno si espone, ci si lagna in privato, ma poi alle riunioni scolastiche… tutti zitti.

Certo, sarebbe stato meglio se il trasferimento fosse arrivato ad inizio anno, ora praticamente da un giorno all’altro c’è da rifare un inserimento, da affrontare l’inevitabile crisetta della Piccola Winx… Ma oggi, mentre ero lì e guardavo il nuovo asilo, gli spazi aperti e ariosi, il laboratorio di ceramica e quello di pittura, il modo allegro ed accogliente della nuova maestra, la gentilezza spontanea dei bambini, quel senso di ordine ma anche di joie de vivre che è delle scuole intelligenti… ecco ho pensato: ora mia figlia avrà una scuola decisamente migliore di prima. Ed io sono proprio contenta di essere una rompicojoni.

E chi si accontenta goda così così.

Kidart

ottobre 22, 2008

La piccola Winx è in piena esplosione di espressività artistico-pittorica. In parole povere: disegna tantissimo. Ed i suoi temi preferiti sono serpenti, meduse e calamari. Già.

Ma tutti sorridenti, eh. E finché mia figlia disegna creature che sorridono, che c’è da preoccuparsi?

Ha disegnato persino me, sorridente. Sì, questa qui sotto nella foto sono io. Mammina, che sorride da un orecchio all’altro e con due braccia spalancate. Mia figlia mi vede così. E se lei mi vede così, vuol dire che nonostante tutto riesco ancora a tenere la testa fuori dalle mierdemobili. E’ già qualcosa, di ‘sti tempi.

Bimba che corre coi lupi

settembre 21, 2008

Prendete nota tutti, mia figlia si chiama Alù, non Sara.

E se vi state domandando chi sia questa Alù, sappiate che è l’occhichiara figlia di Balto, l’eroe mezzo lupo e mezzo cane di un film della Disney sulla storia all’origine dell’Iditarod. E sappiate anche che questa Alù, nata con sangue di lupo nelle vene ed un caratterino niente male, alla fine di un viaggio alla ricerca della propria identità sceglie di seguire le sue radici selvagge ed unirsi ad un branco di lupi, per guidarlo verso una nuova fase della loro esistenza.

Ecco, mia figlia ha deciso che si chiama Alù. Non Biancaneve, non Aurora, non Bloom, non Piccipicci. Alù.

Credetemi, so’ soddisfazioni queste.

Just an ordinary day…

settembre 5, 2008

9:00 Piccola Winx: “Mammaaaaaa mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma …”

13:00 “Mammaaaaaa mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma …”

16:00 “Mammaaaaaa mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma …”

19:00 “mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mammaaaaaa…”

22:00 Piccola Winx: “zzzzzzzzzzzz ronf ronf…”

Mammina: “groan…. stonf! zzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzz”

Padre della creatura: “…sigh..”

Cogito, ergo sum

agosto 25, 2008

“Mamma, lo sai che io penso sempre??”

“Davvero? Che bello…” (tipica risposta genitoriale distratta, lo so)

“Sììì… io mentre sto guardando il film penso… penso sempre…”

“E a cosa pensi?”

“Ancora non lo so”

“……..” (non so, voi a questo punto cosa avreste detto??)

E l’n-esima volta…

agosto 25, 2008

…che la piccola Winx con faccino triste di circostanza e vocina bastardamente in tono fa “Io sono molto triste…” *sospirone*

“Perché?” (ingenuo padre-della-creatura)

“Perché non mi nasce un fratellino, la mamma non me lo fa…”

*ari-sospirone*

 Quando ti accorgi della trappola è sempre troppo tardi..

La prima volta

agosto 25, 2008

No, non la prima volta che la tua piccola Winx quattrenne dice “Stanotte io vado a dormire in camerina mia”.

Ma la prima volta che ci va davvero.

E ci dorme tutta la notte.

E tu sarai pure una Borg ma ti svegli alle quattro, e rimani lì fino all’alba, a chiederti come devi considerarla, questa cosa…

UPDATE: per tacer di quando ella si sveglia e, soave, viene a darti il colpo di grazia con un sorridente “Ci ho dormito benissimo!”