Bimba che corre coi lupi

settembre 21, 2008

Prendete nota tutti, mia figlia si chiama Alù, non Sara.

E se vi state domandando chi sia questa Alù, sappiate che è l’occhichiara figlia di Balto, l’eroe mezzo lupo e mezzo cane di un film della Disney sulla storia all’origine dell’Iditarod. E sappiate anche che questa Alù, nata con sangue di lupo nelle vene ed un caratterino niente male, alla fine di un viaggio alla ricerca della propria identità sceglie di seguire le sue radici selvagge ed unirsi ad un branco di lupi, per guidarlo verso una nuova fase della loro esistenza.

Ecco, mia figlia ha deciso che si chiama Alù. Non Biancaneve, non Aurora, non Bloom, non Piccipicci. Alù.

Credetemi, so’ soddisfazioni queste.

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Un tè con le Parche

settembre 11, 2008

Non Cloto, Lachesi ed Atropo, che in fondo se ne stanno lì zitte e bone, filano e tagliano e il quadretto ha anche una sua *sobria* poesia. No.

Bensì tre benintenzionate signore che, ritrovandosi ad un tè tra compagne di corso (di taglio e cucito, appunto) per fare quattro chiacchiere in letizia… non trovano di meglio che mettersi ognuna a raccontare, a turno ma anche no, delle malattie, sofferenze, agonie e morti dei rispettivi genitori e/o suoceri. Con dovizia di pittorici dettagli.

Surreale. Giuro, mi sembrava di essere piombata in una piece di Ionesco.

Ma fin lì, era una cosa ancora reggibile.

E’ stato quando la più dolce e benintenzionata delle tre ha aperto il capitolo “consolazione” con la seguente frase: “Be’, ma in fondo la sofferenza purifica…” che ho provato l’irresistibile impulso di alzarmi e scappare urlando, in cerca del primo banchetto dove si firmi per una legge sull’eutanasia.

Non l’ho fatto, mi sono alzata e con un sorriso ed un bel modino ho detto uh come s’è fatto tardi, e sono CORSA A CASA A MANGIARMI QUALSIASI COSA DOLCE MI CAPITASSE SOTTO MANO, E IN KIULO LA DIETA PER OGGI.

Essantapazienza, che non ne posso più di questa stronzata da era pre-morfinica della sofferenza che fa tanto bene!

Just an ordinary day…

settembre 5, 2008

9:00 Piccola Winx: “Mammaaaaaa mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma …”

13:00 “Mammaaaaaa mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma …”

16:00 “Mammaaaaaa mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma …”

19:00 “mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mamma mammaaaaaa…”

22:00 Piccola Winx: “zzzzzzzzzzzz ronf ronf…”

Mammina: “groan…. stonf! zzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzz”

Padre della creatura: “…sigh..”

Pensieri da Borg da Klingon

settembre 4, 2008

Nell’attesa di stabilire oltre ogni irragionevole dubbio a quale razza io appartenga, c’è un pensiero che mi ronza in testa, in questi giorni, e riguarda un’altra donna. Una donna con cui a parte i due cromosomi X penso di condividere ben poco. Eppure è un pensiero solidale, ed anche un filino preoccupato.

La donna in questione è Sarah Palin, la nuova, semisconosciuta e uber perculeggiata candidata alla vicepresidenza degli Stati Uniti.

La classica conservatrice *non* compassionevole: pappa e ciccia con le compagnie petrolifere, ciccì e coccò con i fabbricanti di armi, favorevole alla pena di morte, Dio Patria e famiglia, ed antiabortista.

E con un bimbo Down.

Ecco, il pensiero, il dubbio che ho in questi giorni arriva proprio qui: quanta scelta può aver avuto in realtà una come Sarah Palin? Lo so, c’è una certa ironia nel fatto che ad una donna che non è pro-choice, come dicono negli States, sia arrivato un bimbo affetto da una patologia cromosomica. Insomma suona un po’ come un “vedo” da parte della vita.

Però una cosa è scegliere quando sei una Jane Doe qualunque, sconosciuta ai media, e magari del tuo antiabortismo ne sanno solo nella tua ristretta cerchia di conoscenze, e non ci hai costruito su una posizione politica. Un’altra quando sei un governatore conservatore in un paese tanto bigotto quanto pettegolo, e “cambiare idea” e non voler bere l’amaro calice quando realmente ti arriva la tegola addosso sarebbe imbarazzante oltre i limiti del dicibile.

Insomma, Jane Doe può permettersi anche l’incoerenza, di scoprirsi debole, umana troppo umana, forse in fondo anche ipocrita, Sarah Palin no.

Ed io mi chiedo cosa realmente abbia pensato e cosa pensi quando le telecamere e i sorrisi di facciata sono spenti e si ritrova a tu per tu con quella culla ed i pensieri sul domani.

Cogito, ergo sum

agosto 25, 2008

“Mamma, lo sai che io penso sempre??”

“Davvero? Che bello…” (tipica risposta genitoriale distratta, lo so)

“Sììì… io mentre sto guardando il film penso… penso sempre…”

“E a cosa pensi?”

“Ancora non lo so”

“……..” (non so, voi a questo punto cosa avreste detto??)

E l’n-esima volta…

agosto 25, 2008

…che la piccola Winx con faccino triste di circostanza e vocina bastardamente in tono fa “Io sono molto triste…” *sospirone*

“Perché?” (ingenuo padre-della-creatura)

“Perché non mi nasce un fratellino, la mamma non me lo fa…”

*ari-sospirone*

 Quando ti accorgi della trappola è sempre troppo tardi..

La prima volta

agosto 25, 2008

No, non la prima volta che la tua piccola Winx quattrenne dice “Stanotte io vado a dormire in camerina mia”.

Ma la prima volta che ci va davvero.

E ci dorme tutta la notte.

E tu sarai pure una Borg ma ti svegli alle quattro, e rimani lì fino all’alba, a chiederti come devi considerarla, questa cosa…

UPDATE: per tacer di quando ella si sveglia e, soave, viene a darti il colpo di grazia con un sorridente “Ci ho dormito benissimo!”

Piccola Winx: TU non sei mia madreeeeeee!! MIA MADRE E’ MERY!!

Scacco.
Mery è mia suocera.
Ecco, non so se rendo.

Mammina (senza muovere nemmeno un muscolo): Bene. Perfetto. Padre-della-creatura, porta subito la Piccola Winx a casa di Mery. E’ sua madre, no? Se la smazzi lei. Almeno io stasera ceno in santa pace.

Scacco matto.

Non riprovarci con me, ragazzina. Nungliafai.

* Garri Kasparov

Il mio nome è legione

agosto 13, 2008

A mia figlia, come a tutti i bambini, son stati via via appioppati vari nomignoli (ed alcuni non ve li rivelerò manco se mi pagate, ci tengo alla mia immagine di Borg)

Siamo partiti con un banale “Fagiolino”, quando era ancora agli inizi della sua vita intrauterina. Scarsa fantasia, lo so, ma eravamo proprio alle prime armi come genitori.

Il Fagiolino è diventato dopo la prima ecografia una “Tartarughina”, per via di una vaga somiglianza ecografica, e tale è rimasta fino in prossimità del parto, anche se ormai somigliava più ad un alien che si agitava nella mia pancia.

Poi la piccoletta è nata, ed è stata subito Sara, o anche con smagato stupore “la creatura”.

Successivamente, i nomignoli sono stati accantonati per un po’, fin quando Sara non ha iniziato a gattonare… e lì è stata subito battezzata Velociraptorina. La piccola ma temibile predatrice ha tenuto fede al suo soprannome per un bel po’, poi è stata la volta di un meno elegante Cicciapolpetta, presto convertito in un CicciapoRpetta di livornese sonorità, e poi per brevità Cicciaporp e poi solamente l’orrido Porp, anzi Hey Porp! ma questa è farina del sacco di suo padre, non mia. Ci tengo a sottolineare che per l’abolizione del Porp ho anche fatto una raccolta firme, io.

Inesorabile con l’asilo è arrivata quindi la fase Winx, e quindi ci siamo arresi a piccola Winx.

Ma la fase Winx è durata poco: ultimamente con l’avanzare del terrible four il più frequente modo di chiamare la creatura è diventato “SARAAAACONTOFINOATREEEEE!”

In nick veritas?

agosto 9, 2008

Conduco da anni un’osservazione antropologica, o forse dovrei dire antropozoologica, sui forum che frequento, ed ora penso di aver raccolto abbastanza dati da definire meglio le caratteristiche di una specie (o sottospecie?) di frequente osservazione sui forum mammeschi: la Mammina Cuoriciosa.

Tale mammina forumiana rappresenta per me un enigma: si presenta regolamente con nick romantico e sdolcinato, spesso con riferimento alla maternità e le sue gioie, ed otto volte su dieci è un diminutivo (mammina, tenerina, pasticchina, giulebbina). Il nick è una caratteristica basilare per riconoscerla in tempo: occhio, dunque!

E’ incline a parlare di dentini, cacchine, pappine e protesterà per gli argomenti un po’ ot tipo politica, referendum, economia, che turbano la quiete della nuvoletta rosa che secondo lei un forum di mamme deve essere, e attirano troppa attenzione rispetto alla cacchina dura di suo figlio, insomma chissenefrega del mondo là fuori no????????? Ah già, l’uso smodato di punteggiatura è un’altra caratteristica spesso riscontrata!!!!!!!!!!!!!

Fin qui ad un occhio inesperto potrebbe apparire come una dolce fragile mammina, in effetti. I primi sospetti sulla vera natura della mammina cuoriciosa possono sorgere quando costei, dopo essersi presentata (magari con qualche  cuoricino) ed aver messo foto del suo nido (cuoricini), del suo giorno più bello (cuoricini) e del suo piccolo tesoro (cuoricini cuoricini cuoricini)… siccome non molte si filano le suddette foto esibirà nell’ordine una permalosità direttamente proporzionale al numero di cuoricini di cui infioretta i suoi post, una pervicacia notevole nel pretendere che tutto il mondo ruoti attorno al suo bisogno d’attenzione e comprensione, metterà post in cui ribadisce che su questo forum si fanno delle ingiuste preferenze e poi sarà capace di legarsela al dito e vittimizzare nei secoli dei secoli ogni volta che anche solo lontanamente si offre l’appiglio per ritirare fuori il suo triste caso di ingiustamente trascurata.

Ma la situazione tipica che porta all’identificazione sicura è che se per accidente la dolce mammina parla di politica&società al sentimentalismo iperglicemico con cui ha sempre parlato delle creaturine sue farà da pendant la disinvoltura con cui poi propende per la legge del taglione per gli extracomunitari, la deportazione dei rom, l’ostracismo degli omosessuali, la pena di morte per i reati gravi e via dicendo. Tipica la frase: “io non ho nulla contro i gay ma…” o la variante “io ho tanti amici gay ma…”. E Dio ci salvi da quel che viene dopo quel ma.
Nello scontro finale – inevitabile – griderà al branco nonnista che la perseguita se per caso anche solo due persone non necessariamente legate da amicizia dissentono dalle sue uscite (e ricordate, non è lei che si pone da cani, siete voi che non capite eh) e le si scomporranno un po’ i boccoli mentre con le vene del collo gonfie vi insulterà come una vaiassa, al grido di “io sono una signoraaaaaaaa, IOOOOOO”. Poi vi dirà che se ne va e si porta pure via la palla perché siete tutte stronze in questo forum e non ve la meritate. Aspettate a brindare, non illudetevi, non se ne andrà, seeeee…

Giuro: io oramai le riconosco dal nick appena compaiono.