I pensieri notturni di un’uoma della strada

ottobre 7, 2008

Stiamo assistendo, da questa parte dell’oceano, a quel che accade in America: crisi dei mutui subprime, crollo della borsa, tentativi di salvataggio da parte del governo USA.
E non è che stare ad un oceano di distanza ci protegga molto, a quanto pare: la borsa crolla anche qui.

Il fatto è che quello che sta accadendo in USA è dovuto alla famosa deregulation.
Ce l’avete presente? Quel “leviamo i paletti, il mercato deve essere libero”. Sì insomma, liberismo nella sua forma peggiore.

Perché sembra chiaro che questo affidarsi alle leggi del mercato ed alla responsabilità dei singoli, ad un certo punto, non funziona. Il mercato si autoregolerà pure, sì, ma come? Lo stiamo vedendo, come: a botte di crolli in borsa e piacevolezze simili. Ed alla fine chi paga, sono soprattutto le classi che già non ne avrebbero molto di suo, da pagare. Comunque, sempre i pori palle come noi. I costi sociali della deregulation, quando tocca correre ai ripari, alla fine sono alti, altissimi.

Parliamoci chiaro, la responsabilità personale è una cosa bellissima e sacrosanta, ma funziona soprattutto per i campi appunto personali: se mando a putt@ne la mia vita personale alla fin fine l’effetto sarà limitato a me e la mia famiglia. Se mando a putt@ne una ditta con nonsoquanti dipendenti, la cosa cambia. Se poi mando a putt@ne un paese come sta riuscendo a fare Bush, vedete voi.
Insomma, i paletti ci vogliono, eccome se ci vogliono (anche nelle vicende personali, un minimo, ma è un altro lungo discorso)
Perché ripeto, la famosa autoregolazione dei mercati è qualcosa che lascia più morti e feriti che altro.

E quel che mi preoccupa oltre alla situazione USA è che abbiamo un governo all’insegna della deregulation, in Italia. E direi che la crisi in America, ripeto, sta lì a dimostrare come la responsabilità personale in materia di economia e finanza non sia un gran rimedio.
Nel caso dei pesci grandi, per presunzione, per arroganza, per disonestà: ne basta uno per rovinarne molti (avete presente Tanzi?).
Nel caso dei pesci piccoli, per ignoranza dei meccanismi reali del mercato, per vedute corte magari, perché ciascuno vede il suo e pensa di essere il battito d’ali di una farfalla ma metti insieme milioni di farfalle ed eccoti l’uragano dei mutui subprime. Quei poracci dei mutui subprime hanno fatto una cosa che la mancanza di paletti gli permetteva, mica illegale, sarebbe stato in teoria alla loro responsabilità o lungimiranza personale non farla… bè, forse erano meglio du’ paletti in più, *anche per loro* nota bene, che ora perdono la loro casa e so’ i primi a rimetterci.

Io non la vedo molto bene, anche se cerco di leggere oltre gli strilli allarmistici dei giornali. Non la vedo bene, ripeto, perché mi pare che questa lezione che l’america sta dando sulla necessità di paletti qui da noi non ha voglia di impararla nessuno.
Qui siamo ancora al liberismo modello “facciamo il chezz che ci pare”, c’abbiamo un presdelcons che ne è l’incarnazione vivente.
E mi fa inçazzare ‘sta cosa, che alla fine pero’ pagheranno, pagheremo tutti, anche chi è stato responsabile, o perlomeno ci ha provato, ad esserlo.

(l’insonnia non mi rende ottimista)

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: