Avevamo di lei l’immagine di una prigioniera esile, silenziosa, lo sguardo basso. Per sei anni è stata prigioniera nella jungla, per sei anni non ha avuto voce, per sei anni si sono fatti giochi politici poco onorevoli sulla sua pelle.

Ora è tornata, ed ha fatto piazza pulita dell’immagine di vittima biancovestita e silenziosa: conferenza stampa direttamente sulla pista di atterraggio dopo la liberazione, annuncio che continuerà a battersi per il futuro della Colombia e per la presidenza, du’ controlli medici tanto per sicurezza e via, a colloquio con Sarkozy (ed en passant richiesta di divorzio al marito appena ritrovato).

 Uribe è avvisato: Ingrid è proprio tornata.

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